Burattini a guanto e ombre- Vita, Sogni e Miracoli del Signor P

Burattini a guanto e ombre- Vita, Sogni e Miracoli del Signor P

Il Signor P, sempre alle prese con le faccende del viver quotidiano, se la deve vedere con un furioso proprietario di casa che reclama la retta dell’affitto, con una moglie petulante che gli affida ogni tipo di faccenda domestica e come se non bastassero le avversità di questo mondo, ci si mette anche l’aldilà a complicargli l’esistenza.
Lo spettacolo prende le mosse da una rilettura della tradizione delle guarattelle napoletane e della figura di Pulcinella, suo indiscusso protagonista, per mettere in scena un copione originale capace di trattare questioni che catturano l’interesse degli spettatori di oggi.
All’interno del carro-baracca lo spazio scenico si dilata, offrendo così maggiori possibilità di animazione del burattio a guanto, e i linguaggi del teatro di figura si mescolano: accanto alle teste di legno compaiono le sagome del teatro d’ombre, che creano atmosfere oniriche.

Il coinvolgimento dei bambini è garantito dal ritmo incalzante tipico delle guarattelle e dall’irresistibile comicità di Pulcinella.

Quello degli adulti, dalla sottile riflessione sul labile (e a volte assurdo) confine che separa i sogni dalla realtà.

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Un Triciclo carico di Teste di Legno- Animazione da strada

Un Triciclo carico di Teste di Legno- Animazione da strada

I burattini che fin da tempi remoti hanno eletto la strada a loro principale palcoscenico tornano ad animare le piazze e i vicoli a bordo di un vecchio triciclo.

Agili strutture colorate, piccole teste di legno e una fisarmonica sono quello che basta per trasformare il cassone del furgoncino a pedali in un vero e proprio teatro ambulante e richiamare attorno a sé il pubblico incuriosito.
Uno spettacolo modulare, capace di adattarsi alle diverse situazioni e di spaziare dalla tradizione delle marionette a tavoletta a quella dei cantastorie e dei guarattellari napoletani.
Un modo originale di riproporre queste forme di spettacolo popolare ancora capaci di grande forza comunicativa e di poeticità.

Durata variabile : 1 ora e mezza circa (possibilità di fare vari interventi di circa 20 minuti)

Pulcinella e Il Posto Privato- Spettaocolo di burattini

Pulcinella e Il Posto Privato- Spettaocolo di burattini

Lo spettacolo delle guarattelle (piccoli burattini a guanto tipici della tradizione popolare napoletana) ha come indiscusso protagonista Pulcinella, anti-eroe ribelle e irriverente continuamente alle prese con le difficoltà del vivere quotidiano.
La sua condotta anarchica e libertaria è destinata a scontrarsi con la rigidità dei poteri costituiti (leciti e no), incarnati dal prepotente guappo Don Pasquale Finizio, dall’autoritario e ottuso carabiniere Michele Zampiglione, dal pomposo e ipocrita Padre Braciola, dal servile e insensibile boia.
La ribalta del teatrino diventa così uno specchio che riflette la società (la nostra come, in fondo, quella di qualunque epoca e latitudine), e Pulcinella, tra burle, motti di spirito e situazioni grottesche, assurge a simbolo universale di un’umanità maltrattata ma combattiva e, alla fine, trionfante.

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Pulcinella e Il Cane- Spettacolo per bambini

Pulcinella e Il Cane- Spettacolo per bambini

Lo spettacolo delle guarattelle (piccoli burattini a guanto tipici della tradizione popolare napoletana) risale al XVI secolo. Se esso ci parla ancora oggi è in gran parte grazie all’ambigua maschera di Pulcinella e alle sue imprese.
Carattere pavido e indolente, e tuttavia a suo modo nobile ed eroico, Pulcinella è continuamente chiamato, suo malgrado, a lottare contro forze a lui ostili: egli affronta l’aggressività del cane Cacciuttiello, contrasta la prepotenza del guappo, Don Pasquale Finizio, addirittura riesce a farsi beffe della Morte.
Gli avversari di Pulcinella sono però a ben guardare lo specchio in cui si riflettono le paure inconfessate e gli istinti primordiali di noi tutti.
Lo spettacolo assume così il carattere di un rituale, in cui l’uomo-burattino ripercorre le tappe della nascita, della morte e della rinascita.
Un ritmo incalzante scandisce l’azione, ogni gesto è sottolineato dal suono, mentre il timbro inconfondibile della voce di Pulcinella viene ottenuto con la pivetta, una lamella d’argento che si posiziona sotto l’ultima arcata del palato (e si ripone a lato della bocca per dare voce agli altri personaggi).
L’acquisizione di questa tecnica costituisce la parte più difficile nell’apprendistato dell’arte delle guarattelle, e in passato era un vero e proprio segreto di mestiere.

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Pinocchio senza stivali e il Grillo Danzante- Spettacolo di marionette

Pinocchio senza stivali e il Grillo Danzante- Spettacolo di marionette

Una menzognera rivisitazione delle avventure di Pinocchio
con burattini, marionette a filo e a tavoletta, ombre e oggetti animati.

E se Pinocchio, invece di diventare un bambino restasse una marionetta di legno?
Come andrebbe a finire la sua avventura?

Il burattino di collodiana memoria, messo alle strette dalla fata Turchina, che vorrebbe fare di lui bambino perbene, fugge sul più bello dalla sua novella per tentare di cambiare il proprio destino.
Fa irruzione nelle fiabe classiche, da Cappuccetto Rosso a Cenerentola, fino al Gatto con gli stivali, per trovare una parte da attore, ma nessuno dei personaggi sembra disposto a concedergliela e a sovvertire così, l’ordine delle loro trame consolidate.
A differenza del Pinocchio con gli stivali di Malerba, a cui viene fatto un esplicito omaggio, il nostro Pinocchio, indisciplinato e utopista, non si arrenderà neanche al mondo rigido e conservatore delle fiabe e pur di non diventare un ragazzino in carne ed ossa, stravolgerà dall’interno le sue avventure, concretizzando in parte il sogno di Geppetto che voleva fare di lui un burattino giramondo capace di ballare, saltare, tirare di scherma e fare i salti mortali.

Lo spettacolo rivisita in chiave ironica la storia di Pinocchio, utilizzando in maniera originale le diverse forme del teatro di figura, dagli oggetti animati alle marionette a tavoletta.

Durata: 60 minuti – per teatri, sale e spazi chiusi.

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Milli, una Mucca al circo.. Teatro di ombre

Milli, una Mucca al circo.. Teatro di ombre

La storia della mucca Milli ci racconta, attraverso il linguaggio poetico e suggestivo delle ombre colorate, il mondo del circo tradizionale fatto di acrobazie, abilità e divertimento, ma anche di sfruttamento e sofferenza per gli animali che ne fanno parte.

La nostra Milli, dopo una prima infatuazione per le mirabolanti acrobazie di Bob il cane funambolo, per la destrezza di Gisella, la foca giocoliera e per la forza di Dante l’elefante, scoprirà, anche grazie ai racconti di Agostino il pappagallo, i retroscena meno nobili del mondo circense .

La coraggiosa Milli guiderà, così, la fuga degli amici animali, sottraendoli alle grinfie di un domatore senza scrupoli, interessato soltanto al suo profitto.

Lo spettacolo cerca di sensibilizzare il pubblico dei bambini più piccoli nei confronti delle privazioni a cui sono costretti gli animali del circo.

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Marionette in Gamba

Marionette in Gamba

Uno spettacolo che riporta in vita la forma più antica di teatro di figura, quella dei bagattellari ambulanti.

In epoca medievale questi artisti si esibivano nelle piazze e nelle strade, attirando un folto pubblico a cui vendevano il loro sapere e la loro astuzia.

A destare lo stupore degli spettatori era, ed è ancora, la tecnica ingegnosa con la quale il burattinaio fa danzare i suoi pupazzi eseguendo contemporaneamente brani di musica popolare.

Egli infatti, essendo impegnato a suonare, non può manovrare i fili dei suoi fantocci con le mani, ed è quindi costretto a servirsi solo di una gamba che, muovendosi a tempo di musica, conferisce al ballo dei pupazzi andamenti che sfidano le leggi di gravità e gesti che sfiorano il grottesco.

Il repertorio di questo singolare concerto-spettacolo spazia dalle tarantelle tradizionali del sud Italia, ai “balli staccati” – monferrina, saltarello, giga – tipici della musica dell’area settentrionale, fino ai balli di coppia come valzer e mazurche.

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La Zuppa di Sasso- Speattacolo di muppet

La Zuppa di Sasso- Speattacolo di muppet

Lo spettacolo, liberamente tratto da Una zuppa di sasso di Anais Vaugelade, vuole mettere in risalto, attraverso l’utilizzo di grandi animali in stoffa, come la semplice condivisione di un piatto di minestra possa permettere di valicare le barriere della diffidenza, del pregiudizio e dell’individualismo, facendo incontrare sconosciuti o acerrimi nemici.
Una metafora che a partire dallo scambio di cibo indaga le forme del pregiudizio, della discriminazione e apre le porte ad una convivialità scevra di paure e piena di solidarietà.

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Storie per teatrino a bretelle. I tre consigli

Storie per teatrino a bretelle. I tre consigli

Un vendi-storie ambulante con in spalla un teatrino a bretelle si ferma nelle piazze e nelle strade per raccontare le fiabe della tradizione toscana, con il loro gusto per la beffa, gli sfondi rurali, i personaggi ironici, i finali spesso amari.

La tradizione dei cantastorie è all’origine di questo spettacolo, che mescola narrazione e teatro di figura: il narratore diventa anche il manipolatore delle piccole marionette a filo, degli oggetti in miniatura, delle sagome di carta e dei fondali scorrevoli che popolano il teatrino.

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“Lupus in Fabula”- Teatro di carta

“Lupus in Fabula”- Teatro di carta

Cosa succederebbe ad una Cappuccetto Rosso un po’ svampita se nel bosco, invece del solito lupo, incontrasse sette nani fannulloni che la obbligano a lustrare la casetta di marzapane?
Oppure se un principe azzurro fin troppo somigliante allo sposo di Biancaneve e Cenerentola le chiedesse la mano?
O ancora se la matrigna crudele, invidiosa della sua bellezza, volesse avvelenarla?
Insomma, che ne sarebbe di Cappuccetto Rosso se si imbattesse nei tranelli e nei cattivi di tutte le fiabe?

Seguendo le bizzarre vicende delle figure di cartone che popolano questo teatrino, sembra di sbirciare dietro le quinte dell’immaginazione, nel luogo in cui è possibile scambiarsi i ruoli, andare incontro a destini diversi, dare vita a nuove trame.
E’ qui, in questo spazio soltanto, che ai bambini – e spesso anche ai “grandi” – è concesso di manipolare la realtà in maniera creativa, (s)drammatizzando negli intrecci fiabeschi e nei loro personaggi le proprie paure, fissazioni, curiosità.